Venezia è una città in cui le botteghe artigiane sono ancora attive oggi, tra atelier storici e studi contemporanei.
Dietro porte discrete e lungo calli silenziose, gli artigiani continuano a soffiare il vetro, tessere velluti, scolpire remi, stampare carta e trasformare materie prime in oggetti che custodiscono secoli di sapere. Per i visitatori, questo apre un modo diverso di vivere Venezia: non come una sequenza di monumenti, ma come una rete di laboratori vivi da esplorare attraverso itinerari curati.
In questo contesto, esplorare Venezia attraverso i suoi artigiani diventa non solo possibile, ma uno dei modi più concreti per comprendere come la città funzioni ancora oggi.
L’artigianato non è distribuito in un unico luogo, ma si articola tra isole, sestieri e atelier spesso non immediatamente accessibili senza un contesto.
Cosa copre questo articolo
- Il vetro di Murano tra tradizione e design contemporaneo
- Maschere, tessuti e artigianato indossabile nel centro storico
- Materiali e produzione: legno, metallo e mosaico
- Carta, stampa e studi creativi
- Librerie come spazi culturali
- Come vivere l’artigianato veneziano attraverso itinerari tematici

Una città dove l’artigianato è ancora vivo
L’artigianato veneziano non è conservato dietro una teca. Viene ancora praticato ogni giorno.
In tutta la laguna si percepisce un dialogo continuo tra tecniche storiche tramandate di generazione in generazione, reinterpretazioni contemporanee del design e nuovi materiali legati anche a pratiche più sostenibili.
Questa vitalità è rafforzata da un ricco calendario annuale:
- Venice Fashion Week (aprile e ottobre) con giornate di atelier aperti
- The Venice Glass Week (settembre)
- Homo Faber alla Fondazione Giorgio Cini (settembre)
- Venice Design Week (ottobre)
- Salone dell’Alto Artigianato all’Arsenale (ottobre)
Da aprile 2026, l’apertura della Fondazione Dries Van Noten a Palazzo Pisani Moretta rafforza ulteriormente il posizionamento di Venezia come riferimento globale per l’alto artigianato e la creazione interdisciplinare.

Murano e il linguaggio del vetro
A breve distanza da Venezia si trova Murano, dove il vetro viene lavorato dal XIII secolo.
All’interno di una fornace attiva, l’esperienza è immediata: il calore intenso proveniente dai forni, il vetro fuso raccolto e modellato in pochi secondi, e i movimenti coordinati tra maestro e assistenti rendono subito evidente la complessità e la precisione richieste da questo mestiere.
Murano oggi non è solo tradizione, ma un sistema articolato di fornaci, studi e brand con approcci molto diversi. Le realtà presenti sull’isola sono numerose; quella che segue è una selezione pensata per offrire una panoramica chiara delle diverse filosofie espressive del vetro muranese, tra continuità artigianale e sperimentazione contemporanea.
- Vetreria Rossetto, una delle aziende che portano avanti una tradizione di vetro artistico radicata nell’eccellenza della metà del Novecento
- NasonMoretti, dove il vetro diventa oggetto da tavola essenziale e raffinato
- Berengo Studio, che collega maestri vetrai ad artisti contemporanei internazionali e alla Biennale
- Micheluzzi Glass, ispirato alle texture e all’atmosfera veneziana
- Laguna~B reinterpreta il goto de fornace con un’identità contemporanea, integrando una forte attenzione alla sostenibilità e alla produzione circolare attraverso l’utilizzo di vetro riciclato.
- Marisa Convento custodisce la tradizione delle impiraresse, le storiche artigiane veneziane specializzate nell’infilatura manuale delle perle di vetro, un’attività che per secoli ha rappresentato un elemento fondamentale dell’economia domestica lagunare.
Cosa fa realmente il visitatore
Un’esperienza ben strutturata a Murano prevede generalmente un trasferimento privato in barca verso l’isola, seguito da un accesso guidato a una fornace attiva, dove si assiste a una dimostrazione dal vivo con un maestro vetraio e si dedica tempo alla comprensione di tecniche, strumenti e materiali.
Nei format più immersivi, è possibile anche partecipare direttamente a una sessione pratica di soffiatura del vetro, come previsto nell’esperienza Venezia Artigiana: un Viaggio tra Arte e Tradizioni

Maschere, tessuti e artigianato da indossare nel centro storico
Tornando a Venezia, l’artigianato si distribuisce nei sestieri. Molte botteghe non sono immediatamente visibili: per entrarvi è spesso necessario un accompagnamento e un contesto.
Maschere: l’arte dietro il Carnevale
In atelier tradizionali come La Bauta, le maschere vengono ancora realizzate interamente a mano, dalla modellazione in cartapesta ai processi di asciugatura naturale, fino alla decorazione finale eseguita con grande precisione.
Durante un Corso di Decorazione Maschere, i visitatori scoprono la storia e il significato delle maschere veneziane, lavorano su una base tradizionale e utilizzano colori acrilici, piume, nastri ed elementi decorativi per completare una creazione personalizzata da portare con sé.
Non si tratta di una dimostrazione, ma di un momento creativo attivo guidato da un artigiano professionista.

Venezia: capitale storica della seta e del velluto
Pochi visitatori sanno che Venezia è stata uno dei principali centri europei per i tessuti di lusso.
Questa eredità è ancora viva.
Alla Tessitura Bevilacqua, affacciata sul Canal Grande, sono ancora in uso telai originali del XVIII secolo, con cui il velluto viene tessuto interamente a mano seguendo motivi che riflettono l’eredità rinascimentale veneziana.
Attorno a questo nucleo storico, una rete di atelier contemporanei amplia la narrazione. Nicolao Ateier opera tra artigianato e arti performative, creando costumi per cinema e lteatro, mentre Fortuny prosegue l’eredità di Mariano Fortuny unendo innovazione tessile e ricerca artistica.
Parallelamente, pratiche più recenti introducono nuovi materiali e valori: Ramosalso lavora sull’upcycling di seta e cravatte vintage, mentre Tabinotabi sperimenta fibre derivate da alghe ed eucalipto, riflettendo una crescente attenzione alla sostenibilità.
L’artigianato indossabile include anche tradizioni altamente specializzate. Giuliana Longo, attiva in una bottega storica dall’inizio del XX secolo, porta avanti l’arte dei bareteri producendo cappelli da gondoliere e Panama intrecciati a mano. In un ambito diverso, Valeria Boncompagni utilizza la fusione a cera persa per creare gioielli dal carattere scultoreo.
Come si vivono i tessuti a Venezia
L’esperienza I segreti della Venezia Tessile offre un modo strutturato per esplorare questo mondo attraverso un percorso guidato che combina visite artigianali e contesto storico.
Nel corso della mattinata, i visitatori si muovono tra tre luoghi distinti, iniziando da una tessitura storica dove sono ancora in uso telai originali del Settecento e dove è possibile comprendere da vicino la produzione di velluti e broccati veneziani.
Il percorso prosegue a Palazzo Mocenigo, Museo del Tessuto e del Costume, dove abiti, accessori e ambienti raccontano l’evoluzione dello stile veneziano tra Seicento e Settecento, affiancati da un itinerario dedicato alla storia del profumo che include anche un’esperienza olfattiva.
La visita si conclude in una bottega storica nel centro di Venezia, legata alla tradizione dei tabarri e degli accessori, offrendo uno sguardo più informale ma autentico sulla continuità dell’artigianato locale.
Si tratta di un itinerario guidato, che collega diverse realtà fornendo contesto su materiali, tecniche e utilizzi storici.

Legno, metallo e mosaico: la Venezia dei materiali
Alcuni dei mestieri più autentici di Venezia sono direttamente legati alla sua geografia unica.
Gondole e arte del legno
Allo Squero di San Trovaso, attivo dal XVII secolo, le gondole vengono ancora costruite e riparate a mano. Il processo prevede la combinazione di diversi tipi di legno, ciascuno selezionato per specifiche proprietà meccaniche, dando vita a imbarcazioni al tempo stesso funzionali e altamente raffinate, seguendo tecniche rimaste in gran parte invariate nel tempo.
Le visite guidate permettono di accedere all’interno dello squero, offrendo una visione diretta delle diverse fasi di lavorazione e una comprensione più approfondita della costruzione della gondola.
Nelle vicinanze, Saverio Pastor porta avanti la tradizione dei remeri, scolpendo le forcole, i caratteristici scalmi utilizzati nella voga veneziana, ciascuna modellata individualmente e spesso considerata anche un oggetto da collezione.

Fuoco, metallo e mosaico
Altre tradizioni materiali includono:
- Fonderia Valese, specializzata nella fusione di bronzo e ottone
- Orsoni, attiva dal 1888, che produce ancora tessere musive in fornaci tradizionali
Sperimentazione contemporanea sui materiali
Da Materialmente, alla Giudecca, metallo, frammenti di vetro e materiali recuperati vengono trasformati in oggetti contemporanei attraverso un approccio che unisce materiali tradizionali a un linguaggio di design attuale.
Cosa vive il visitatore
Le visite dedicate ai mestieri e ai materiali veneziani sono generalmente organizzate su prenotazione e guidate, con un focus sull’osservazione diretta e sull’interpretazione dei processi artigianali.
Spesso integrate in itinerari più ampi, permettono di comprendere in modo più concreto come Venezia sia costruita, mantenuta e trasformata nel tempo, attraverso il lavoro di artigiani specializzati.
Carta, stampa ed espressione creativa
Venezia è stata storicamente uno dei principali centri europei per la stampa e la produzione libraria, e questa tradizione prosegue oggi attraverso una rete articolata di botteghe e studi.
Fallani Venezia produce serigrafie d’arte dal 1968, mentre Paolo Olbi unisce tecniche ispirate al Rinascimento a un’estetica contemporanea nel suo lavoro di legatoria.
Accanto a queste pratiche, si sviluppano approcci più sperimentali in studi come Paperoowl, che crea oggetti scultorei in carta, Small Caps, noto per un linguaggio visivo ironico e non convenzionale, e Garance & Marion, che propone una grafica artistica accessibile e poetica.
Scoprire queste realtà artistiche permette al visitatore di avvicinarsi in modo diretto all’anima artigianale di Venezia, tra tradizione e sperimentazione contemporanea. Durante queste esperienze è possibile osservare da vicino le tecniche di stampa e legatoria, ma anche partecipare a piccoli workshop creativi che consentono di interagire in prima persona con questi mestieri.
Le librerie come spazi culturali
Venezia è stata storicamente un centro di produzione editoriale e diffusione del sapere, e questa dimensione è ancora visibile oggi attraverso una rete di librerie indipendenti che funzionano come veri e propri spazi culturali.
Alcune di queste realtà, diverse per identità e specializzazione, permettono di esplorare il rapporto tra la città, i libri e la sua tradizione intellettuale:
- Libreria Acqua Alta, con il suo layout non convenzionale, ideale al mattino presto o in bassa stagione
- Libreria La Toletta, punto di riferimento per i veneziani dal 1933
- Filippi Editore, custode di tradizioni e conoscenze locali
- Libreria Marco Polo, dedicata all’editoria indipendente
- Linea d’Acqua, specializzata in libri rari e stampe antiche
- Mare di Carta, dedicata alla navigazione e alla cultura marittima
Questi luoghi sono spesso inclusi in percorsi culturali tematici, che ne arricchiscono la proposta.

Come vivere oggi l’artigianato veneziano
Molte botteghe sono spazi produttivi attivi e non aperti a visite spontanee. Il modo più efficace per scoprirle è attraverso itinerari guidati con esperti di arti, costume e artigianato veneziano, visite pre-organizzate in atelier selezionati e, quando possibile, workshop pratici che permettono un coinvolgimento diretto.
Un’immersione di più giorni nell’artigianato veneziano
L’esperienza Venezia Artigiana: un Viaggio tra Arti e Tradizioni offre un’immersione completa di 4 giorni.
Durante il programma, i visitatori:
- accedono ad atelier selezionati in tutta Venezia
- partecipano a un’esperienza pratica di soffiatura del vetro a Murano
- visitano un atelier storico di costumi
- esplorano lo Squero di San Trovaso con guida esperta
- seguono un percorso coerente tra materiali, tecniche e storie
Itinerari artigianali su misura
Le esperienze artigianali si prestano particolarmente a itinerari personalizzati.
In base agli interessi, i programmi possono concentrarsi su:
- vetro di Murano e design contemporaneo
- tessuti, moda e costume
- mestieri tradizionali come legno, metallo e mosaico
- studi creativi e nuovi artigiani
Ogni itinerario può combinare visite private, percorsi tematici a piedi, workshop e dimostrazioni, fino a svilupparsi in programmi articolati su più giorni, in base agli interessi e al tempo a disposizione.
Tutte le esperienze sono organizzate in stretta collaborazione con gli artigiani, garantendo accesso significativo e rispetto del loro lavoro. Inviaci la tua richiesta qui.

Nota finale sulla visita responsabile
Gli artigiani a Venezia non sono performer. Sono professionisti con ritmi di produzione complessi.
Una visita rispettosa prevede:
- gruppi piccoli
- accessi su prenotazione
- interpretazione guidata
- attenzione a tempi e spazi
Questo approccio consente ai visitatori di vivere esperienze autentiche, sostenendo al tempo stesso la continuità di questi mestieri.
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